Archivio per la categoria ‘Anti-mafia’

toni ciccioneDura la reazione del Consiglio Nazionale della mafia alla riapertura del dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere.

Ai vertici di Cosa Nostra non sono piaciute le dichiarazioni dei magistrati della Direzione Nazionale Antimafia, secondo cui “nonostante il massimo sforzo profuso dal sistema nel contrasto alla diffusione dei cannabinoidi, si deve registrare il totale fallimento dell’azione repressiva”, un’ammissione che di fatto apre le porte alla strada che porta verso la legalizzazione.

Oltre alle maggiori entrate fiscali, per lo Stato si avrebbero effetti anche sulla popolazione carceraria, che registrerebbe una sensibile diminuzione tra consumatori e piccoli spacciatori. (altro…)

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Via D’Amelio – Il giorno dopo

Palermo ha ricordato ieri l’uccisione di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, al solito modo direi, con poca partecipazione da parte della città; via d’Amelio era colma di persone, ma in appuntamenti del genere ci si aspetta di trovare folle oceaniche, anche perchè il programma era di tutto rispetto. Nonostante la presenza di Marco Travaglio e Daniele Silvestri, il vero protagonista è sicuramente stato Salvatore, fratello del magistrato ucciso, che a vent’anni dalla strage continua a chiedere, con maggiore fermezza, che i veri mandati siano riconosciuti e condannati. Salvatore ha fortemente rifiutato la presenza di istituzioni e uomini di partito, veri colpevoli dal suo punto di vista, e di una sempre crescente maggioranza d’italiani, dell’attentato di via d’Amelio, e di certo non può essere definito un “complottista”, questi vent’anni d’insabbiamenti, ricatti e trattative, le ultime polemiche sui magistrati di Palermo, non possono che avvalorare queste tesi. Ieri, in via d’Amelio, era presente la società civile, gente che si è commossa con le parole di Salvatore, che ha pianto dopo il lungo abbraccio con Daniele Silvestri, merito a Salvatore che è riuscito a trasformare in festa ed emozione uno degli episodi peggiori della storia d’Italia.

Un momento di alta democrazia (tanto bistrattata in questa nostra martoriata Italia), si è avuto durante l’intervento di Marco Travaglio, che più che accusare  Napolitano per le posizioni prese contro i magistrati di Palermo, si è limitato a raccontare alcuni passi dell’ormai famosa trattativa Stato-mafia, è stato bello ascoltare una voce libera, non soggiogata ai partiti e che non difende le istituzioni a prescindere. La serata si è poi conclusa con un contributo musicale di Daniele Silvestri, che oltre a portare in scena il pezzo dedicato a BorsellinoL’appelloha infiammato la folla con alcuni dei suoi pezzi più famosi, e con una cover del grande Gaber, “Io non mi sento italiano” che definirei molto pertinente con le ultime polemiche che investono il Quirinale, ma un po con tutta la storia d’Italia degli ultimi decenni.

Qualche momento di tensione si è avuto all’arrivo della fiaccolata, fischi sono stati indirizzati ai fascisti presenti dietro lo striscione di Casapound (poi rimosso), e fischi e contestazioni sono stati rivolti ad Alfano e La Russa, persone dalla dubbia moralità e sicuramente appartenenti ad un’espressione politica che, oltre ad essere coinvolta nella trattativa Stato-mafia, ha al suo interno persone indagate per mafia e al cui partito appartengono persone che hanno definito Mangano un eroe. La lotta alla mafia non può essere espressione di una parte politica rispetto ad un’altra, la lotta alla mafia appartiene alla società civile e dev’essere contraddistinta da un eccesso di moralità da parte di chi, istituzionalizzato, dice di combatterla. I partiti hanno solo fatto danni, aumentato il potere delle mafie e cercato compiacenze nella criminalità, non godono di quell’alto profilo morale di cui parliamo, per questo è stato giusto contestarli.

 

 

Anche Daniele Silvestri per ricordare Borsellino.

Il 19 Luglio saranno vent’anni esatti dall’uccisione di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, Palermo non può e non deve dimenticare questo evento, bisogna tenere alto il ricordo di chi la mafia l’ha combattuta pagando con la vita il suo impegno.

Il programma di quest’anno prevede, fortunatamente, poca rappresentanza istituzionale, in fondo alcuni apparati pseudo-statali sono fortemente complici nell’uccisione del magistrato, ma sopratutto dell’insabbiamento delle indagini e della sparizione di importanti documenti, per cui il ricordo di Borsellino può essere letto in chiave più popolare, vista anche la presenza di esponenti che seriamente lottano la mafia o il cui impegno è comunque conclamato. (altro…)

I peggiori 56 giorni d’Italia

Pubblicato: luglio 2, 2012 in Anti-mafia

Vittime di mafia – Paolo Borsellino.

In molti di noi è ancora vivo il ricordo per le celebrazioni del ventesimo anniversario della strage di Capaci, e in molti di noi c’è la piena consapevolezza che il 19 Luglio ci sarà un altro importante evento da ricordare, ovvero la strage di via D’Amelio.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono accomunati anche dall’anno in cui la mafia (e non solo) ha deciso di punire il loro impegno per la legalità, era il ’92 quando i due giudici hanno pagato con la vita la loro voglia di liberazione dal sistema mafioso e quei 56 giorni trascorsi tra le due terribili stragi, sono forse i peggiori 56 giorni della storia d’Italia, visto che le stesse persone che commemoravano e condannavano l’omicidio di Falcone, allo stesso tempo progettavano l’eliminazione di colui che assieme a Falcone portava avanti questo progetto di una nuova Sicilia. (altro…)

Vittime di mafia – Mauro Rostagno

Pubblicato: giugno 25, 2012 in Anti-mafia

Rostagno, un uomo libero.

Mauro Rostagno nasce a Torino, città che sarà poco presente nella sua vita viste le innumerevoli esperienze che lo hanno portato in giro per il mondo; Milano, Trento, Parigi, l’India e Trapani, la sua ultima dimora, sono forse le tappe più importanti della vita di quest’uomo, contraddistinta da un fortissimo senso di libertà e dalla lotta contro le ingiustizieSanatano (così aveva deciso di farsi chiamare dopo il viaggio in India) è stata una persona sicuramente fuori del comune, forse per questo accusato spesso, e sopratutto ingiustamente, di episodi lontani dal suo modo di pensare, quali ad esempio il coinvolgimento nel delitto Calabresi, da cui è risultato totalmente estraneo. Il bellimbusto però vuole focalizzare l’attenzione su un aspetto in particolare, ovvero la lotta alla mafia condotta da questa persona del nord, quindi tecnicamente lontano dal fenomeno mafioso, che ha pagato con la vita il suo impegno, era infatti il 26 Settembre 1988 quando diversi colpi di pistola hanno cercato di farlo tacere per sempre. (altro…)

Vittime di mafia – Placido Rizzotto

Pubblicato: maggio 22, 2012 in Anti-mafia

In ricordo di Placido Rizzotto

In Sicilia non si smette mai di parlare di mafia, o quantomeno, non si dovrebbe smettere mai di farlo; non se ne può parlare solo in concomitanza di omicidi o di anniversari di eventi criminosi, ogni luogo statale dovrebbe essere avamposto di legalità, dalle scuole alle associazioni, oratori, fondazioni e quant’altro. Oggi, bellimbusto, ha deciso di parlare di Placido Rizzotto, ennesima vittima di mafia anche se lui può essere definito, tristemente, uno dei precursori di questi sanguinosi eventi. La sua uccisione risale al 10 Marzo 1948, a Corleone anche se i suoi resti sono stati ritrovati solo qualche anno fa, e da ancora meno tempo è stato stabilito che siano realmente suoi, grazie all’esame del dna, per cui, a distanza di 64 anni, saranno finalmente celebrati i funerali. (altro…)

Vittime di mafia

Pubblicato: maggio 19, 2012 in Anti-mafia

Fuori la mafia dallo Stato.

Quando su bellimbusto ho iniziato a dedicarmi al ricordo delle vittime di mafia, la mia speranza più grande era quella di parlarne al passato, ricordare solo chi ha già pagato con la vita il suo impegno per la costruzione di un futuro migliore. Le tragiche notizie che giungono da Brindisi, il vile attentato ai danni di una scuola, mi lasciano amareggiato, consapevole che forse il sacrificio di tutte queste persone a poco è servito. Viviamo in uno Stato in cui la classe dirigente è più intenta a tutelare i propri interessi e quelli degli amici, piuttosto che lottare contro la criminalità organizzata, meglio capire e studiare come andarci d’accordo con le mafie, e fottersene di chi, si è ribellato e continua a farlo. Oggi avrei voluto parlare di Placido Rizzotto, del suo impegno contro il potere mafioso e della sua uccisione, dei funerali che finalmente si potranno svolgere dopo il ritrovamento del suo corpo, a soli 64 anni dall’atroce delitto. Nei prossimi giorni parlerò di Paolo Borsellino, Mauro Rostagno, Libero Grassi, Padre Pino Puglisi e di tante altre persone che meritano il nostro rispetto e ricordo. (altro…)