Vittime di mafia

Pubblicato: maggio 19, 2012 in Anti-mafia

Fuori la mafia dallo Stato.

Quando su bellimbusto ho iniziato a dedicarmi al ricordo delle vittime di mafia, la mia speranza più grande era quella di parlarne al passato, ricordare solo chi ha già pagato con la vita il suo impegno per la costruzione di un futuro migliore. Le tragiche notizie che giungono da Brindisi, il vile attentato ai danni di una scuola, mi lasciano amareggiato, consapevole che forse il sacrificio di tutte queste persone a poco è servito. Viviamo in uno Stato in cui la classe dirigente è più intenta a tutelare i propri interessi e quelli degli amici, piuttosto che lottare contro la criminalità organizzata, meglio capire e studiare come andarci d’accordo con le mafie, e fottersene di chi, si è ribellato e continua a farlo. Oggi avrei voluto parlare di Placido Rizzotto, del suo impegno contro il potere mafioso e della sua uccisione, dei funerali che finalmente si potranno svolgere dopo il ritrovamento del suo corpo, a soli 64 anni dall’atroce delitto. Nei prossimi giorni parlerò di Paolo Borsellino, Mauro Rostagno, Libero Grassi, Padre Pino Puglisi e di tante altre persone che meritano il nostro rispetto e ricordo.

Oggi è un giorno triste per l’Italia; a quasi vent’anni dal massacro di Capaci, si registra un nuovo attentato che ha stroncato la vita di una ragazzina e che lascerà un terrore indelebile nelle coscienze di adolescenti la cui unica colpa è stata, forse, quella di frequentare una scuola intitolata al magistrato e a sua moglie. Se ancora oggi parliamo di questo, mi chiedo perchè continuiamo a definirci uno Stato civile. Non siamo un paese civile, per niente; oltre agli scheletri nell’armadio che ci portiamo da decenni, stragi di Stato che non hanno e mai avranno nè mandanti nè esecutori, non possiamo definirci paese civile a causa dell’elevatissima corruzione fortemente inserita negli apparati statali, nè possiamo definirci paese civile perchè non possiamo permetterci che chi lotta seriamente la mafia, sia costretto ad una non vita. Non siamo un paese civile perchè, in Parlamento, non possono sedersi personaggi chiaramente collusi con la criminalità, e non siamo una società civile perchè la lotta alla mafia non è mai stata prioritaria, per nessuno.

Oggi è un giorno triste per la gente perbene; se veramente vogliamo sconfiggere le mafie, dobbiamo innanzitutto sconfiggere questo sistema, con l’indifferenza verso questa classe politica, colpevole di aver fatto affari con la criminalità, infangando invece chi la mafia la combatteva sul serio. La politica non lotterà mai contro la mafia, ogni tentativo sarà solo e puro sciacallaggio, dobbiamo essere noi cittadini a prenderci il riscatto morale che ci meritiamo.

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