C’era una volta il museo di Licata

Pubblicato: luglio 3, 2013 in Articoli, Bellimbusto, Licata

Chiuso al pubblico da 4 anni, anche quest’estate non vedrà turisti

museo licata

C’era una volta una struttura chiamata museo; ed era pure una bella struttura con tanti reperti con una rispettabile storia oltre che età. Per logici motivi di restauro, questa struttura un giorno è stata chiusa al pubblico.

La storia siciliana insegna come dalle nostre parti le scadenze non siano un valore così rispettato, da circa 4 anni il museo è chiuso, 12 sono i lavoratori che quotidianamente timbrano il cartellino. A mancare sono i visitatori, il museo non è ancora stato aperto al pubblico.A Licata, soprattutto le amministrazioni comunali, amano sottolineare la vocazione turistica della città, e a voler essere sinceri, le possibilità non mancano; spiagge bellissime che offrono una grande varietà, palazzi antichi che racchiudono la storia di un glorioso passato, reperti risalenti agli albori del genere umano. Peccato che troppo spesso l’incuria e l’inciviltà prendono il sopravvento, rendendo alcuni luoghi inaccessibili.
Per una città che vuole fare del turismo la principale attività di sviluppo è poco logico tenere chiusa una struttura che potrebbe avere molti turisti, quest’anno poi, con il 70esimo anniversario dello sbarco alleato sulle nostre coste, non era da scartare la possibilità di una mostra per celebrare l’evento.

Parlando con qualche dipendente del museo, le responsabilità sarebbero da addurre alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, da cui il museo dipende; sembrerebbe che la non apertura sia dovuta alla mancanza delle teche dove posizionare i reperti. Anche per questa stagione estiva, Licata, dovrà fare a meno del suo museo, in una visione ottimistica non se ne parla prima di dicembre.
Non stiamo lanciando nessuna accusa alla nuova amministrazione, né ai lavoratori, forse anche a loro farebbe piacere impiegare in maniera utile il loro tempo; semmai è alle vecchie gestioni che qualche nota di demerito va fatta. Al nuovo sindaco possiamo chiedere di interessarsi anche a questo problema, se vogliamo che Licata sia una città dalla vocazione turistica, dobbiamo dotarci di quegli strumenti che siano in grado di attrarli i turisti. In questi anni, è soprattutto ad alcune associazioni che va il merito se qualcosa è stato fatto, è forse giunta l’ora che gli enti predisposti diano il pieno supporto.

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commenti
  1. Francesco ha detto:

    Mi trovo d’accordo nel sottolineare l’importanza turistica del nostro museo, ma non dimentichiamo che ad avere bisogno della riapertura dello stesso sono anche le nuove generazioni di licatesi, Un museo fruibile rappresenta, infatti, un luogo di identificazione culturale, e di scoperta delle proprie radici storiche e culturali, soprattutto se raccoglie reperti locali come quello di Licata. Attiriamo turisti, va bene, ma coltiviamo anche la l’arricchimento culturale dei nostri ragazzi. Buon lavoro alla nuova amministrazione municipale.

    • lucastro79 ha detto:

      Si certo..le nuove generazioni sono la cosa su cui ha più senso puntare, come dice qualcuno con la cultura non si mangia,frase con cui non sono d’accordo perchè è grazie alla cultura che si può sperare in una crescita delle persone e quindi dell’intera società.

  2. Marco ha detto:

    Io proporrei anche una rivalutazione turistica del nostro Castel Sant’Angelo , (364 giorni l’anno chiuso al pubblico).Magari con qualche mostra , degustazione…A licata abbiamo una bella rappresentativa di gruppi folkloristici ,portati avanti dalla passione e amore per questo paese , non sarebbe male organizzare un bel evento culturale con tutti questi gruppi di giovani , una bella serata di musica e cibo locale.Ma si sà … se non ci sono in ballo soldi qua non si fà mai nulla…
    Spero che per licata inizi un nuovo avvenire, perchè siamo messi proprio male.Mentalità nel mantenere il proprio paese bello e pulito, zero….

    • lucastro79 ha detto:

      Ci sarebbero parecchie attività da fare, a costi anche bassi.. soprattutto è la volontà del fare che manca, è vero..se non ci sono soldi in ballo molti non solo si tirano indietro,cercano anzi di mettere i bastoni tra le ruote a chi è disposto a fare qualcosa semplicemente per vivere in un posto migliore

  3. Anonimo ha detto:

    MOLTI RICORDERANNO LE BELLISSIME RASSEGNE TEATRALI ORGANIZZATE NELL’ATRIO DEL MUSEO. PECCATO ERA UN POSTO MAGNIFICO DOVE TANTI TURISTI E GENTE DEL POSTO RESTAVANO ENTUSIASTI DI QUESTO MERAVIGLIOSO ATRIO E DEL SUO MUSEO. SPERIAMO CHE AL PIU’ PRESTO VENGA RIAPERTO POER IL BENE DELLA NOSTRA BELLISSIMA CITTA’

  4. Concetta pira ha detto:

    Sono passati due anni da quando avete pubblicato questo articolo, non è cambiato niente, grazie alla Soprintendenza, siamo sempre qui ad aspettare un miracolo, a licata siamo tutti bravi a lamentarci dalla mattina alla sera invece di attivarci per cambiare qualcosa, in questo posto dimenticato….

    • lucastro79 ha detto:

      Innanzitutto grazie Concetta per essere arrivata sul blog, aver letto l’articolo e dato il tuo parere. Dal mio punto di vista la colpa è anche e soprattutto della gente, brava a lamentarsi e vendere il proprio voto per le briciole, alimentando un sistema che se ne frega del bene comune. Questi sono i risultati, una città dal grande potenziale ma abbandonata a se stessa.

      • Concetta pira ha detto:

        Non è solo della gente la colpa, secondo me, in sette anni la Soprintendenza non si è attivata per questa ristrutturazione, le figuracce con i turisti, però lè facciamo noi impiegati, ogni anno puntualmente, non sappiamo più cosa inventare alle persone, che ignorando come stanno realmente le cose, avrebbero il piacere di visitare il museo, non c’è rispetto per questa città stupenda, peccato!!

  5. Concetta pira ha detto:

    Tengo a precisare che non ci sono 12 impiegati che timbrano il cartellino, chi l’ha inventata questa balla? ???

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