Il VIColo Cieco – Boom

Pubblicato: febbraio 6, 2013 in Rubriche

Boom!

Accade.

Accade che esisti.
Accade che accade su una giostra.

Ti ci trovi sopra un bel giorno in uno dei suoi giri pazzi in corsa.

È una di quelle giostre bellissime come un carillon gigante di altri tempi dove allo scadere della corda bastano mani ed occhi nuovi per rimetterla a musicare.

Questa è la giostra del mondo, è essa stessa l’arrivo delle vite.

Basta pagare il tuo biglietto di entrata al Parco Giochi delle Cicogne ed eccoti puntuale su quell’immenso bijoux rumoroso.
Il costo è pari al tempo perso in utero, i reclami per l’attesa si presentano all’ufficio dei post-termine, il ricorso per il cesareo si chiede al girone dei lussuriosi, il rimborso spese-viaggio viene pagato per quietanza diretta dall’Ente Contrazioni al Minuto mentre gli eventuali suggerimenti per il futuro si annotano sul Modulo Compagnie Condom.
Ed ecco che una volta approdato su quella giostra hai ben poco da fare: devi solo tenerti ed evitare che tu cada.

All’inizio è un gioco da ragazzi, basta avere spalle forti e polmoni ben aperti ma poi con gli anni i respiri iniziano a falsare e le mani perdono la presa di un tempo e lì accade che tentenni.

Accade che qualcuno inizia a sorreggerti, e lo fa prima con i consigli, poi con i medicamenti, poi ancora con le cure del caso ed infine con un tot di litri di ossigeno al minuto.

Tutto questo per un po’ basta per rimanere ancora su e continuare a vedere infinite vite che arrivano e si piazzano su posti appena liberati.

È lì in quella notte che capisci che è arrivato il momento di saltare nel vuoto, è all’ennesima mancanza di respiro che decidi di lasciare il posto a chi ha i polmoni ancora accartocciati e li sta gonfiando per la prima volta con l’aroma dello zucchero filato che qualcuno in un angolo di quella fiera si appresta a vendere.

È lì, in quel salto, che tutto inizia.

Proprio lì dove nello stesso punto tutto finisce.

Accade che in quella notte quaggiù nulla è cambiato: la giostra continua il suo giro, la musica anche, lo zucchero fila e le luci vigorose si alternano in file ordinate.

Accade che lassù tuttavia il buio del cielo si fa meno scuro: una stella è appena esplosa sotto la spinta di un contenitore di ossigeno che qualcuno distrattamente aveva scordato aperto.

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commenti
  1. Anonimo ha detto:

    A dir poco bella, diretta e vera…tocca il cuore e permette alla mente di immaginare ciò che accade…

  2. Anonimo ha detto:

    La trovo interessante…sopratutto autentica… Brava…

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