Rifiutiamoci

Pubblicato: settembre 12, 2012 in Licata, Società

L’emergenza infinita

In questi giorni la situazione sembra essere quasi normale, i rifiuti invadono solo le periferie, anche questa volta ce la siamo cavati. La domanda è: quando Licata tornerà ad essere invasa dalla spazzatura? A breve probabilmente, non sappiamo quando ma è sicuro che ciò accadrà.

La Sicilia è una terra dalla mentalità mafiosa, è probabilmente per questo motivo che le emergenze da noi durano all’infinito, è il rendere tutto una speculazione clientelare che ci fotte, non avendo grandi risorse, è sul pubblico che bisogna costruire business. I rifiuti, l’acqua, i posti di lavoro, sono i principali elementi su cui si basa la connivenza mafia-politica, connivenza che in questi secoli ci ha portati ad essere tra le zone più arretrate d’Europa, dove lo sviluppo è una pura utopia e la situazione non è certo destinata a migliorare se non saranno i cittadini a fare un salto di qualità mentale, a pretendere le cose perchè sono un diritto, perchè si pagano le tasse, e non come favore dall’amico, dal politico o del mafioso.

L’emergenza rifiuti continuerà all’infinito, a Licata, a Palermo, a Napoli e in tutte quelle zone dov’è la mafia a gestire il tutto; fino a quando ci saranno persone pagate per non lavorare e fino a quando la gente non inizierà a pretendere i propri diritti, non c’è nessuna possibile via d’uscita. La soluzione ai rifiuti non sono gli inceneritori, ma le esperienze di raccolta differenziata gestite da alcuni comuni possono essere un esempio. In queste città, c’è il diretto coinvolgimento del cittadino, e sopratutto, la possibilità di un risparmio, la raccolta differenziata viene posta come un guadagno, e di questi tempi godrebbe certo del favore della collettività. Gestire bene le cose, tutelare il bene comune, allontanare speculatori e mafiosi, questa è una ricetta semplice, ma che in fondo non tutti vogliono.

I rifiuti sono l’apice di un problema alla base più grande; oggi si parla di città invase dalla spazzatura, domani sarà il turno dell’acqua, la cronica assenza di posti di lavoro, le aziende che non investono perchè, oltre alle tasse, devono pagare il pizzo, assumere amici degli amici, aspettare anni per infrastrutture e lungaggini burocratiche, e fino a quando questa mentalità continua ad essere così ben radicata, la possibilità di una rinascita è molto remota, e continueremo a vivere con le città invase dai rifiuti, con l’acqua inquinata e non corrente, senza un lavoro e costretti ad emigrare.

 

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