Fiat Termini Imerese – Quale futuro?

Pubblicato: giugno 13, 2012 in Società

Ancora nulla di fatto sul futuro di 2000 lavoratori.

Stranamente, l’ultimo incontro per decidere sul futuro dell’ormai ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, si è risolto con un nulla di fatto; Massimo Di Risio, che con la sua DR Motors dovrebbe rilevare lo stabilimento, chiede ancora 15 giorni di tempo per trovare un finanziatore, visti i suoi problemi nel reperimento di fondi, motivo che ha portato il governo a guardasi attorno alla ricerca di altri, eventuali, investitori. Questa, in sintesi, è la drammatica situazione che vivono oltre 2000 lavoratori, in attesa e sopratutto con la speranza che una soluzione seria venga trovata. Purtroppo una vera soluzione doveva essere trovata prima, nessun amministratore avrebbe dovuto permettere alla Fiat e a Marchionne di abbandonare così drasticamente la realtà industriale che in questo lembo di Sicilia era sopravvivenza e lavoro per intere comunità, anche in virtù del fatto che per decenni, la Fiat, ha goduto di diversi benefici, dagli incentivi alla costruzione di infrastrutture, defiscalizzazioni e contributi regionali che hanno permesso alla casa automobilistica di Torino di sopperire alle crisi create dai loro amministratori.

Uno Stato non può permettersi di essere ricattato da industriali pronti a chiedere aiuto nei momenti di difficoltà e che poi sono i primi a lasciare in difficoltà migliaia di persone, nessuno avrebbe dovuto cedere ai ricatti di Marchionne, ed è surreale che si cerchino soluzioni dopo il disastro, non si doveva arrivare alla chiusura dello stabilimento senza prima trovare valide alternative, ma ormai il danno è fatto, quindi è auspicabile che le istituzioni, per una volta, svolgano seriamente il ruolo che a loro compete, ovvero risolvere una grave emergenza, che in un paese martoriato dalla non-crescita, dalla crisi e dall’altissimo tasso di disoccupazione, rischia di assumere toni drammatici.

La responsabilità politica sta nell’aver permesso ad un imprenditore di agire secondo le sue regole, senza chiedere il conto per tutto ciò che è stato, nel permettere contratti di lavoro che ci avvicinano ai paesi dove i lavoratori hanno solo doveri, nel permettere la chiusura di un’area industriale che dava da vivere ad interi comprensori, nel chiedere sacrifici solo ai cittadini e mai a chi ha la forza economica per affrontarli. Questa è l’Italia, e la sua classe dirigente è lo specchio di un non senso civico, dove tutto è mosso solo da interessi e dove la vita delle persone ha veramente un valore molto basso.

In Sicilia, in teoria, ad Ottobre si dovrebbero svolgere le elezioni per il rinnovo del Parlamento e del Governo regionale, e in tempi passati questo sarebbe stato un buon modo per creare illusioni, in molti avrebbero offerto soluzioni ed impegno per raggranellare voti per poi, una volta salito al potere, abbandonare a se stessi i cittadini per lavorare a capofitto su come sistemare amici e parenti, ma in tempi in cui è forte il rigurgito verso la classe politica, almeno questo rischio sciacallaggio sembra scongiurato.

Altri articoli che parlano della Fiat e Termini Imerese:

https://verobellimbusto.wordpress.com/2012/02/24/bellimbusto-litalia-che-ci-piace/

https://verobellimbusto.wordpress.com/2012/01/26/chiusa-termini-ecco-la-nuova-pubblicita-fiat/

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